Il Tempio di Salomone

Le signore dell’Ala Bianca, nel laboratorio RiabilitaMENTE, hanno scelto di ricreare una parte del Tempio di Salomone per sottolineare il valore del tempo di grazia che stiamo vivendo nell’Anno Giubilare. Le due colonne poste all’ingresso del Tempio segnavano il confine tra il mondo profano e il mondo sacro, proprio come la Porta Santa.

La colonna di destra si chiamava Jakin, in ebraico “stabilità”, simbolo del principio maschile della sapienza; quella di sinistra Boaz, in ebraico “forza”, legata al principio femminile della comprensione, ricettivo e materno che accoglie la sapienza. Insieme rappresentano l’unione degli opposti: forza e stabilità, sapienza e comprensione, materia e spirito. Attraversarle significava incamminarsi verso un percorso di Grazia. Nel Nuovo Testamento, è Gesù la nuova Porta, il passaggio tra il Sacro e il Divino, la piena incarnazione di Dio e il mediatore tra l’Umanità e il Mistero.